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Il Congresso AMIT, ormai giunto alla quarta edizione, continua nella filosofia iniziale di proporre argomenti di grande attualità in campo infettivologico accentrando l’attenzione sulla realtà ospedaliera e territoriale. L’AMIT ha voluto fare un passo avanti incrementando il confronto tra i contributi scientifici da parte di Relatori tra i più qualificati a livello internazionale. Il Congresso ha identificato come scelta iniziale gli aspetti epidemiologici dei microrganismi multi-resistenti nelle strutture sanitarie sia in Europa che in Italia e l’impatto che ha determinato il nuovo sistema EUCAST nella pratica clinica.

La situazione epidemiologica a livello globale, in alcuni casi drammatica, causata dalla grande diffusione di ceppi batterici con sensibilità a poche o addirittura nessuna classe di antibiotici, richiede una sempre più stretta strategia di controllo delle infezioni legate all’assistenza ma purtroppo con risorse economiche non sempre adeguate. Si devono quindi proporre dei modelli di controllo i più razionali ed efficaci possibili tenendo conto di alcune realtà come quelle di continuità assistenziale, tipiche dell’anziano, dove il problema è ancora più rilevante. Le varie strategie adottate per la cura e, più in generale, per la gestione delle infezioni devono quindi inquadrarsi in un’ottica di ottimizzazione della politica degli antibiotici che ha comunque dei limiti non sempre facili da definire. Requisito fondamentale rimane sempre l’erogazione di cure antibiotiche appropriate che mantengano un livello della qualità di cura elevato e da sottoporre periodicamente a revisione e controllo. Le possibilità di scelta nell’antibiotico- terapia non sono molte perché attualmente poche nuove molecole sono a disposizione del clinico e altrettanto poche lo saranno nel prossimo futuro. Bisogna quindi rivedere gli schemi terapeutici “classici” adottando in alcuni casi dosaggi più elevati dei farmaci rispetto a quelli “standard” per consentire una maggiore biodisponibilità degli stessi valutabile attraverso un monitoraggio farmacocinetico e farmacodinamico. Tipico è il caso dei microrganismi ad alta resistenza nei pazienti critici.

L’attenzione che il clinico deve avere nella gestione delle infezioni è pertanto sempre più complessa in quanto vi sono molte patologie che vanno considerate secondo le loro specifiche peculiarità: esempi classici sono le infezioni da protesi vascolari e osteoarticolari, le infezioni polmonari gravi, da Clostridium difficile, da MRSA. L’’infettivologo è sempre a contatto con pazienti affetti da infezione/malattia da HIV e l’aggiornamento sui nuovi protocolli terapeutici della HAART è fondamentale come, del resto, la gestione delle confezioni HIV/HCV e dei nuovi farmaci antivirali per le varie forme di virus epatite. Un capitolo fondamentale è l’impatto e l’influenza che i trials clinici di livello internazionale possono avere sulla pratica clinica: un’accurata valutazione dei vantaggi e delle criticità degli stessi è molto utile per le scelte del clinico.
Noi crediamo che le ricerche traslazionali, intese come sinergiche tra le ricerche di base e cliniche, possono migliorare notevolmente sia le cure ai pazienti che la soddisfazione professionale del Medico ed anche indurre una riduzione dei costi in momenti particolarmente difficili per la vita di ciascuno di noi.

Marco Tinelli