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Le problematiche relative alle infezioni causate da un costante aumento delle resistenze batteriche sono attualmente oggetto di interesse da parte dei media sia del nostro Paese che a livello internazionale.

Tale interesse è giustificato dal fatto che le “infezioni”, una volta classicamente catalogate come nosocomiali o del territorio ed oggi più razionalmente attribuite alla professione sanitaria in senso lato, sono diventate un problema sempre più percepito dalla popolazione e quindi oggetto di dibattiti allargati non solo negli ambienti scientifici ma anche mediante i nuovi mezzi di scambio di opinioni come i “blog” di internet.

La terza edizione del Congresso AMIT, ha voluto ancora una volta proporre “argomenti” di interesse infettivologico di grande attualità per tutti gli operatori sanitari del settore.

La situazione epidemiologica delle resistenze agli antibiotici in Europa ed in Italia è di fondamentale interesse per capire come impostare le nostre linee di difesa. Altrettanto importante è migliorare e raffinare la diagnosi di infezione sia mediante l’impiego di indicatori semplici ed a basso costo come ad esempio la procalcitonina ma anche mediante altri e più sofisticati sistemi diagnostici come la multiplex-PCR o l’innovativo utilizzo della proteomica.

Le tematiche trattate si inquadrano razionalmente in uno dei più spinosi e contingenti problemi per i Medici: la conservazione del “patrimonio” farmaceutico a nostra disposizione per ottimizzare un trattamento antiibiotico efficace di fronte a scarsi investimenti nella ricerca malgrado le sollecitazioni da parte degli operatori in questo campo di tutto il mondo. La gestione della politica antimicrobica diventa quindi una sfida fondamentale da affrontare.

Una volta considerati gli aspetti sopra elencati, è doveroso affrontare più in dettaglio le principali patologie emergenti nella pratica clinica come quelle nell’ospite immunocompromesso con o senza infezioni micotiche, situazioni contingenti come l’aumento delle infezioni nell’osso o in terapia intensiva e la crescente e drammatica espansione delle resistenze ed i rischi connessi nelle strutture di continuità assistenziale. La verifica della “buona pratica clinica e dei percorsi assistenziali” nelle situazioni difficili va rapportata e confrontata con altre esperienze similari a livello internazionale: bisogna capire pertanto se le metanalisi riportate nelle letteratura internazionale possono essere o meno uno strumento davvero utile al clinico.

Le recenti e meno recenti situazioni di rischi pandemici su larga scala (AIDS, influenza) e/o epidemici (colera, meningite, ecc.) hanno determinato in alcuni casi, come nell’AIDS, universale presa di coscienza del problema da parte della popolazione mentre in altri casi come nella recente epidemia di influenza H1N1 vi sono state le più disparate prese di posizione con conseguente disorientamento se non addirittura ostilità nell’affrontare i problemi contingenti. E’ compito dell’infettivologo non solo essere presente durante questi eventi ma soprattutto essere il principale attore ed interlocutore delle istituzioni e dei media.

L’infezione/malattia da HIV fa sempre discutere molto gli addetti ai lavori e, pertanto, alcuni temi “classici” ma fondamentali come la gestione e le differenti situazioni che si incontrano nella terapia ARV sono sempre di grande attualità.

L’auspicio del Congresso è quello di proporre un non facile compromesso tra le aspettative in crescita della popolazione sulla domanda di salute e l’applicazione delle nuove ed emergenti tecnologie biomediche rapportate a risorse umane ed economiche non sempre adeguate.

Marco Tinelli