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Il concetto di infezione, specie per quelle contratte all’interno degli ospedali, è decisamente cambiato in quanto non si può più definire come “certa” l’infezione effettivamente contratta all’interno di tali strutture entro le 48 ore dal ricovero ma almeno dopo le 72 ore. Le infezioni non si dovrebbero più considerare solo strettamente nosocomiali o comunitarie ma piuttosto legate alla cosiddetta “professione sanitaria” che comprende tutto il percorso per il paziente/utente che necessita di prestazioni erogate dal servizio sanitario regionale nell’ambito delle proprie disponibilità. Basandosi su tali considerazioni, abbiamo voluto presentare un Congresso dove vengano trattati tutti gli aspetti più recenti legati alle tematiche microbiologiche, epidemiologiche e terapeutiche delle infezioni e le modalità operative per prevenirle. Essendo inoltre sempre più diffusi i contenziosi medico - legali legati alla professione sanitaria, si sono voluti considerare in un’apposita sessione, le responsabilità ed i rischi a cui può andare incontro l’operatore che opera nel campo della gestione delle malattie infettive ed i provvedimenti legislativi conseguenti.

Nella prima giornata del Congresso abbiamo previsto di trattare diffusamente degli aspetti generali relativi agli agenti patogeni ad elevata antibiotico-resistenza ed alle modalità di trasmissione delle infezioni. La sessione successiva si articolerà sul fenomeno emergente delle infezioni nell’anziano in quanto l’aumento dell’attesa di vita ed il conseguente incremento della numerosità di tale popolazione, dove spesso sono presenti comorbidità multiple, ci ha portato a considerare come tema fondamentale la gestione di tale problematica. Infatti il rischio di infezioni, molto spesso pericolose per la vita, è destinato a crescere sempre più per una molteplicità di fattori: la maggiore circolazione di microrganismi ad alta resistenza e diffusibilità, i fattori ambientali legati alle strutture dedicate (riabilitazioni, lungodegenze, ecc) e le condizioni socio-ambientali personali a volte carenti.

Verranno di seguito trattate, principalmente dal punto di vista clinico, le scelte per una adeguata e razionale antibioticoterapia, considerando quanto abbiamo a disposizione come armamentario terapeutico proprio alla luce delle multi - resistenze e dell’incremento della virulenza batterica. Nel pomeriggio verrà dato largo spazio ai contributi scientifici inviati al Congresso, selezionati da un’apposita Commissione Scientifica, relativamente alle tematiche identificate. Nella seconda giornata verrà dapprima fatto il punto sui metodi di prevenzione e di trattamento delle infezioni nelle protesi e nei trapianti d’organo per poi passare alla disamina di tutti gli interventi di salute pubblica per la prevenzione delle malattie infettive mettendo a confronto differenti modelli come quello francese e quello italiano articolato nelle varie realtà regionali.

Nella penultima sessione del Congresso si tratteranno gli aspetti medico legali degli operatori sanitari in caso di infezioni endemiche ed epidemiche per evitare di mettere in condizioni il medico di impostare scelte professionali troppo difensive o, al contrario, di incorrere in potenziali rischi di natura legale. L’ultima sessione riguarderà il rapporto tra HAART ed immunoterapia, prendendo in particolare considerazione le sostanze ad azione immunoterapica nel paziente HIV positivo e l’impiego di nuove metodiche di farmacogenetica nella pratica clinica. Come nella prima edizione del Congresso AMIT, anche in questa seconda, si vogliono presentare al Medico Specialista le evidenze cliniche più attuali ed emergenti dell’infettivologia nella speranza che si possa contribuire non solo a migliorare le conoscenze scientifiche attraverso le relazioni illustrate dai migliori esperti italiani ed internazionali in materia ma anche per tentare di proporre al legislatore provvedimenti migliorativi per il professionista che opera quotidianamente sul campo.

Marco Tinelli